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  • Diego Centrico

Kajal Fiddah edp

Aggiornamento: 26 gen


Io sogno spesso, non dico tutte le notti ma sogno frequentemente. Sogno anche ad occhi aperti ed è quasi sempre un bellissimo sogno. Voi sognate? Quando sognate, sognate a colori oppure in bianco e nero? Qualcuno di voi sta sorridendo pensando che sia una domanda stupida. Sappiate che non è scontata la risposta. Io sogno prevalentemente in bianco e nero ma alcune volte riesco a ricordare dei particolari che hanno colore. Il sogno che vi voglio raccontare è un sogno completamente a colori ed è intitolato “Il matrimonio di J.”. Non amo particolarmente battesimi, comunioni, cresime, bar mitzvah e matrimoni ma questo matrimonio non volevo e non potevo perdermelo. J. è il nome della bambina che ho visto crescere da quando faceva la scuola media e lei è la figlia della donna che amo. Da quando l’ho vista, l’ho sentita parlare, cantare, imitare lo strano dialetto della sua compagna di banco, è stato subito amore. A sua madre, la donna più incredibile e straordinaria che abbia mai conosciuto, ho applicato la legge della proprietà transitiva dell’amore spiegandole che avrei amato incondizionatamente chiunque avesse amato lei. È inconcepibile amarla e considerarla come una singola unità. Una donna che è madre si ama nella sua immensa complessità proprio come qualsiasi donna ma non bisogna dimenticare di amare i suoi figli. Io non l’ho mai dimenticato. Oggi è un giorno meraviglioso, l’inizio di una nuova vita a due. La cerimonia è stata bellissima, il pranzo sublime ed ora quasi tutti gli invitati si trovano nel giardino della villa dove il ricevimento volge al termine. In questo parco siamo tutti sul prato verde all’inglese ed in lontananza una piccola orchestra di archi e flauto ci delizia con musica barocca. L’aria è perfetta e la luce è quella che in fotografia si chiama “ora blu”, la più bella. Io finalmente indosso l’abito da cerimonia per cui sto tanto soffrendo e che ho comprato in quel gioiello di negozio in San Lorenzo in Lucina. Mi si avvicina Antonio in straordinaria forma ed elegantissimo nel suo abito scuro. Fumiamo un sigaro cubano e parliamo amabilmente. Di fronte a noi e a distanza, a piccoli gruppetti, seduti ai tavoli ed in piedi, gran parte degli invitati che proprio come noi chiacchierano, sorridono, approfittano per raccontarsi la vita. Antonio continua a parlarmi, non stacca un attimo ma i miei occhi sono solo per lei, la madre della sposa: splendente, radiosa, elegantissima nel suo abito color glicine. I miei occhi sono solo per lei mentre fumo il mio sigaro ed Antonio continua a parlarmi facendo collegamenti tra persone che sinceramente non conosco. Lo seguo a tratti. È bellissimo osservarla tra la gente. Il sorriso, gli occhi, i movimenti delle mani, i lineamenti e la mimica sono perfettamente allineati in una danza fine ed unica. Ad un tratto mentre conversa con i parenti e gli amici, inizia a voltarsi come per cercare qualcuno tra la gente. Io, che la osservo da diversi minuti, puntuale mi faccio trovare incrociando i suoi occhioni ed immediatamente quel suo sguardo incerto diventa un sorriso. È tutto quello di cui ho bisogno, è tutto quello che voglio. Continua a conversare con gli invitati ma frequentemente ricerca il mio sguardo e lo trova sempre. Antonio ad un tratto mi dice:”Ma tu l’hai vist Elis?!” Ed io:”Elisa?" Antonio:”Eh… Elisa Elisa” Io:”Sì, l’ho vista” Continuiamo a fumare il nostro sigaro mentre… Questo sogno oltre ad essere a colori, è un sogno profumato che sa di Kajal Fiddah. Potete leggere tutte le note su Fragrantica, è scritto tutto lì Se invece volete sapere come prosegue il sogno oltre quei tre puntini di sospensione, dovete chiedere alla mamma della sposa. Io le ho raccontato il sogno, il resto me lo ha raccontato lei. Posso solo dirvi che il finale è bellissimo.



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